
Illustrazione per il racconto omonimo di Franco Patruno, tratto da "Quando ebbi una Duna", Book editore.
..." Non che un indizio di realtà non fosse presente nel tema. Ad esempio: un giorno, intorno ad una via adiacente alle mura degli Angeli, vidi una bambina affacciarsi da una piccola finestra al secondo piano. Il silenzio era totale perché erano le tre del pomeriggio di un Luglio assolato e rovente. La puera, ma che sembravami un angelo tornito (di quelli corposi e svolazzanti del barocco romano), mi fissava. Io avevo una maglietta alla marinara, il ciuffo sulla destra senza molletta e calzoncini corti rossi porpora, ad anticipare effetti della Pop art in terreo periodo di neorealismo dalla sindacale piega amara. Rimasi pietrificato ad occhi spalancati. Pure lei, dietro una tendina dai ricami maliziosi, mi fissava senza sorridere. Ripensandoci ora, tale simmetria di sguardi metafisici poteva apparire fredda, senz’anima, aliena. Ma nessuno dei due, cioè io che non muovevo labbro e la fanciulla ipostatizzata tra tenda e vetro, aveva visto il film fantascientifico in tre dimensioni all’Apollo."...